AGI Osservazioni Decreto Ministeriale Parametri

Mail inviata il 28 ottobre 2013 al CNF sulla bozza DM Parametri

 

AGI prende atto con soddisfazione dell’adeguamento dei parametri alla specialità del rito del lavoro, così come riportato nella tabella n. 3 allegata alla bozza di decreto, in conformità alla proposta di Codesto CNF, formulataa seguito delle nostre osservazioni del 2 aprile 2013.

Tuttavia non possiamo non rilevare:

1. che l’art. 13, c. 6 della L. 247/2012 prevede la vincolatività dei parametri per il Giudice nel momento della liquidazione delle spese a carico del soccombente (<<I parametri indicati nel decreto emanato dal Ministro della giustizia, su proposta del CNF, ogni due anni, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, si applicano quando all'atto dell'incarico o successivamente il compenso non sia stato determinato in forma scritta, in ogni caso di mancata determinazione consensuale, in caso di liquidazione giudiziale dei compensi e nei casi in cui la prestazione professionale e' resa nell'interesse di terzi o per prestazioni officiose previste dalla legge>>), laddove, invece, l’art. 4, c. 1, seconda parte, della bozza di DM fa menzione ad un riferimento neppure cogente per il Giudice (<<Il giudice tiene conto dei valori medi di cui alle tabelle allegate …>>).

Appare di conseguenza necessario, al fine di evitare contrasti tra la norma primaria e quella secondaria, modificare la bozza sul punto, sostituendo il testo con il seguente: <<il giudice liquida in base ai valori medi di cui alle tabelle allegate, che in applicazione ….>> .

2. Che la disciplina dell’attività stragiudiziale , così come prevista dall’art. 18 e ss. della bozza di D.M., non può essere considerata congrua.

In essa, infatti, vengono accorpate le attività di assistenza e consulenza (così come erano state proposte dal CNF) senza tuttavia alcun adeguamento economico. Si chiede pertanto o il ripristino della suddivisione in tabelle distinte dell’attività di assistenza e consulenza ovvero in subordine un adeguamento degli importi previsti con la tabella 33.

Per chiarire con un esempio, inerente la materia che riguarda la nostra associazione, in ipotesi di licenziamento per un valore superiore ai 260.000 Euro (ad es. licenziamento di un dirigente) per tutta l’attività svolta di consulenza, trattativa e messa a punto di un accordo transattivo l’importo tabellare prevedrebbe un compenso di Euro 8.700, pari all’1,5/2 % del valore della controversia.

Cosa francamente risibile, e che necessiterebbe dell’applicazione di continui adeguamenti ad opera del Giudice che “di regola” sarebbe comunque limitato alla maggiorazione massima dell’80 % della previsione tabellare.

Per tale ragione si ritiene necessario prevedere un importo medio tabellare significativamente superiore a quello previsto nella tabella 33, in misura non inferiore al doppio di quello indicato nella proposta del D.M..

Rimaniamo a Vs disposizione per ogni eventuale chiarimento o approfondimento per quanto attiene la questione parametri in particolare in riferimento alla specialità del rito.